Tremo innansi a cotanti balordi
Generosi col vino ma alle regole sordi
Benchè il fato sia contrario e grigio
A madama fantozzi presterò il mio servigio
Vò errando tra Lerici e Rapallo
Nella ligure macchia bramoso di sballo
Emulando l’impacciato ragionier
Del balordismo voglio fare mestier
Matteo Gossi concepì tra i fumi del vino alle ore 02.00 in Carpi li, 10 maggio 2005

Elenchiamo subito gli atleti balordi, così dopo è una cosa fatta e non ci pensiamo più. In ordine di postasione nel pullman: Catto, Matto, Francesca fidansata del Matto, Wainer, Francesca fidansata di Wainer, sorella di Francesca fidansata di Wainer, Slavo, Ramo, Gel, Squitti, Francesca Meiners, Feffa, Sandrina Burasky, Marcello Karputnik Usai, il Presidente, Matteo Gozzi, Giuppi cugino del Presidente, Lele rastafari dairectli from Sassuolo, Ghisi dairectli from Nualèra (R.E.), Jules, Soga, Rozzo, Madda, Sponghi, Marchino, Bocia, Pennella.

RESOCONTO DEL TROFEO FANTOZZI 15.05.05
In realtà la storia incomincia qualche settimana prima del 15 maggio 2005, perché il noleggio autocorriere più trèsc della nostra sona del quale tacciamo il nome, che aveva messo fiutato a cosa stava andando incontro, ha dato forfè dando la scusa ad una incomprensione tra soci…
Va beh… sarà… morale abbiamo cambiato fornitore.
Cosa c’entrano le corriere con questa storia? C’entrano, c’entrano…
Alle 05.15 del giorno fatidico, una bella autocorriera da ansiani ci aspettava nel piassale delle piscine. Dentro, in dotasione del messo, un autista mediterraneo simpatico come un gatto aggrappato ai maroni, e antico come Minelli.

C’è stata un bel po’ di bagàr per caricare le biciclette nella pancia della corriera, poi sono arrivati due componenti della comitiva esperti di Tetris che hanno risolto tutto, ma non prima di avere snocciolato il rosario di Padrepio con cinque parole ogni due bestemmie.
Provvidensiale la chiave dell’8 estratta dal pacco bomba che la famiglia di Spine aveva mandato al figlio tramite il Matto. Nello stesso pacco c’erano 2 disionari d’inglese, 1 cagna, la chiave dell’8 ed una pinsa. Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.
A tutti i partecipanti alla gita è stato consegnato un cestino di prodotti base da ardiscàunt, che tutti hanno accettato sensa battere ciglio, poiché i requisiti minimi per poter partecipare alle inisiative del Comitato sono avere lo spirito balordo ed avere poche balle.

Annotasioni e presense degne di nota delle ore 06.00:
- Pennella che, dopo avere infornato pisse (pizze) fino alle 2 di notte, in solitario aveva fatto arrivare le 5.30 parlando con la spina delle birre del suo ristorante.
- Bocia che improvvisamente si è materialissato dal nulla, forse usando il teletrasporto.
- Sponghi e Marchino che sono arrivati con il loro cestino da viaggio personale consistente in 15 litri di lambrusco, 6 litri di coca-rum, ed un messo maiale scisso in affettati e insaccati vari.
Prima di salire sulla corriera, il Presidente ci ha tutti riuniti e ci ha illustrato il programma della giornata compresso al 95,23%, consistente in un'unica parola: ya-hoooo!!!

Partensa!

Nonostante l’autista avesse avvisato che in pullman era assolutamente vietato mangiare e bere, durante il viaggio è stata installata una mini trattoria nel retro del messo, dove due gentelmen a torso nudo elargivano pane, vino e porco agli uomini di buona volontà.
Nel frattempo la barra d’energia della pasiensa dell’autista aveva incominciato a lampeggiare pericolosamente di colore rosso… Per fortuna era tenuto sotto controllo psichico da Catto, che si era posisionato subito dietro di lui e gli lanciava messaggi subliminali telepatici. Al primo pit stop in autogrill sulla Cisa, l’autista era completamente incapace di intendere e di volere, tant’è vero che mi ha preso da parte dicendomi: “Potevamo anche fermarci in un altro posto però, guarda, qui è pieno di pullman”. In realtà era quasi deserto: ho contato 8 auto e un furgone… bravo Catto, ottimo lavoro.
Durante il viaggio sono state distribuite le nuove maglie del Comitato Atto ad Organizzare le Gite ed i vestiti da Zorro, poi il Matto ha fatto fare la comunione a tutti i partecipanti con una fetta di culatello che aveva tagliato nella notte. Dal retrovia della corriera ogni tanto si sentiva il “plop” di una bottiglia che si stappava, al quale faceva eco qualche rutto selvaggio da troglodita.
Il povero Pennella, che aveva all’attivo più di 24 ore di veglia ininterrotte, capitato nel bel messo del triangolo della morte Sponghi – Bocia – Marchino, 3 cinture nere d’alcolismo, già un’oretta dopo la partensa parlava da solo e cantava cansoni da stadio inventandosi le parole.
La Feffa ha tirato fuori dal suo cilindro magico una maxi-confesione di guaranà e ne ha distribuito a tutti. Alcuni hanno fatto il bis, ma tanti hanno fatto il tris. Dopo un paio d’ore eravamo tutti carichi come delle molle, sudavamo come bestie e non riuscivamo più a stare in corriera dalla frenesia.
Un’altra cosa importante dell’andata è stata l’elesione di Soga come l’enogastronomo del Comitato. In un futuro molto prossimo curerà la rubrica di ricette gastronomiche della tradisione emiliana qui sul sito. Noi tutti ci aspettiamo molto da lui, e sappiamo che non ci deluderà.

Alle ore 10.30 circa siamo arrivati a Rapallo in piassa Cile, dove abbiamo scaricato le biciclette e ci siamo avviati verso la partensa del trofeo. Un piccolo esercito di una trentina di Zorri assetati stava per invadere la cittadina ligure al suo risveglio…
Essendo che la corsa partiva alle 15.30 e che quindi viaggiavamo con circa cinque ore di anticipo, abbiamo avuto il tempo di fare tutto con estrema calma, iscrisioni, pranso, ammassacaffè, ecc., compreso il raccattare delle biciclette in prestito. La palma d’oro dell’arrangiarsi va a Jules che è partito per Rapallo sensa dir niente a nessuno, e dopo 3 quarti d’ora è tornato con una Grasiella in condisioni pietose. Nessuno ha voluto sapere come e dove l’avesse trovata. Dopo mess’ora si è unito a noi anche Spine con già la romella in bocca, perché visto che studia a Genova si era portato avanti col lavoro con del Vermentino.

Punto della situasione alle 13.00 circa:
- Pennella si è accartocciato su se stesso in un parco pubblico pieno di bambini e non ha più rotto i maroni fino a sera.
- Bocia è ricomparso in stato confusionale dopo una latitansa durata diverse ore. La spiegasione che ha fornito bestemmiando è stata che ha vagato per Rapallo alla ricerca di uno stramaledetto bar che gli facesse vedere la corsa di MotoGP. In ogni bar del lungomare un caffè e un amaro.
- Risolto il problema biciclette: ad ognuno la sua.
- Cielo coperto con qualche sprasso di sole.

Dopo avere fatto la foto di gruppo come da rituale, alle ore 15.30 è partita la gara con il primo Gran Premio della Montagna, che i balordi hanno sapientemente evitato: era infatti possibile unirsi alla gara quando questo finiva, in quanto sarebbe ritornata a passare dalla linea dello start, per poi proseguire.
Rimaneva allora da impiegare una mess’oretta…
Il Comitato Atto ad Organizzare le Gite ha dato spettacolo sulla gradinata del Teatro di Rapallo, con balli etilici e cansoni di Battisti. Il tutto è stato prontamente ripreso da una trùp di Canale 5 che non si è fatta sfuggire l’occasione.
Ripensandoci a mente fredda il cameramen è stato molto fortunato: nessuno in quel momento ha realissato che egli era un uomo che stava lavorando per un’emittente del premier… meglio così, altrimenti chissà cosa sarebbe potuto succedere...
Ma ecco che arriva il gruppo! Feffa dammi un’altra pastiglia di guaranà… balordi in sella, si parte! Via!
Il percorso prevedeva inisialmente un ghiotto giro turistico per le vie pianeggianti della cittadina, fino ad arrivare al guado del torrente. I balordi si sono distinti per compattessa del gruppo e per la chiassosità alcoolica che li precedeva.
Al guado un paio di ragassi provenienti da Reggio Emilia si sono uniti all’esercito di Zorri aumentadone le fila.
Fino a qui tutto sembrava andare per il meglio… ma il mostro del livello finale doveva ancora arrivare. Appena girato l’angolo, una salita tipo K2 ci aspettava torva e minacciosa. Si doveva arrancare fino ad arrivare in quel paesino lassù dove c’era un camino che fumava, chissà cosa stavano bruciando… boh?
Qualcuno dal gruppo ha commentato che ci sarebbe voluto Reinholdt Messner per arrivare fino in cima, allora il Comitato ha messo davanti la Francesca Meiners a tirare il gruppo. Bravissima.
Durante la cronoscalata abbiamo incontrato prima uno squadrone di quattro centurioni romani, poi un folle vestito da Jesus che stava risalendo la montagna con la bicicletta caricata sulle spalle. Egli ci ha guardato con sguardo sofferente ed ha commentato: “Zorro, questa è la mia via crucis. Tu vai avanti ed annuncia l’arrivo del Signore. E così sia”.
Il Matto ha tentato il colpo gobbo simulando uno sciopone, riuscendo così a farsi caricare dall’ambulansa che l’ha portato fino in cima al Gran Premio della Montagna.
Una volta arrivati si doveva ridiscendere la strada a ritroso, che vista la pendensa da fuori di testa della salita, dava l’impressione di trovarsi nel gorgo dello scarico di un lavandino. Bisognava stare attenti a non prendere velocità perché si rischiava davvero grosso, ma per fortuna le nostre biciclette avevano i freni registrati a dovere, e da quel punto in poi sensa fare più neanche una pedalata, abbiamo tagliato il traguardo a S.Margherita.
Nei punti ristoro non era rimasto più nulla, se non dei biscotti già morsicati da altri e poi abbandonati nei piatti da portata. Li abbiamo fatti fuori tutti.

Il Comitato Atto ad Organizzare le Gite è stato premiato come gruppo più numeroso, ed è stato sommerso da una mostruosa quantità di latticini offerti da uno sponsor della corsa. Il ritorno a Rapallo è avvenuto alle ore 19.20 circa via mare, tramite battello messo a disposisione gratuitamente dall’organissasione.
Una volta sulla terra ferma il gruppo di balordi che aveva avuto le biciclette in prestito doveva preoccuparsi di riportarle indietro, e poi di riunire le persone appiedate della comitiva. Ma si presentavano diversi rompicapi da risolvere contemporaneamente:
- Bocia era disperso, aveva il cellulare in pullman, ma in compenso aveva rubato il cellulare a Marchino e rispondeva al suo numero.
- Marchino era stato avvistato nei paraggi del porto e poi era sparito.
- Sponghi aveva il cellulare spento, ed insieme alla Ramo era andato ad ordinare del fritto misto.
- L’autista era in piassa Cile che ci aspettava dalle 18.30, ed era incavolato come un mulo friulano.
- C’era da disputare il ritorno della gara di Tetris per ricaricare le biciclette.
Non ho ben capito come tutte queste cose si siano risolte, ma alle 20 circa nel pullman mancava solo Sponghi; la Ramo era riuscita ad arrivare alla meta da sola.
Passati 10 minuti, avvolto in una nube di odore da rosticceria, Sponghi è arrivato a torso nudo con una mastella di fritto misto ed ha preso posto in pullman sotto lo sguardo laser dell’autista, che però non si è assardato a dire niente (…anche perché vaglielo a dire tu qualcosa a Sponghi…). E non si è assardato ad aprir bocca neanche quando il personaggio di cui sopra ha smontato un sedile per stare più comodo a dormire.

Finalmente alle 20.15 circa siamo ripartiti verso casa, e siccome Bocia aveva triturato i coglioni per la moto GP, l’autista l’ha accontentato tenendo un’andatura da Valentino Rossi, con delle staccate al limite sui viadotti del passo della Cisa da invocare perdono al padreterno…
Visto l’umore del conducente, nessuno si è assardato a chiedergli di fermarsi in autogrill per comprare qualcosa da mangiare per cena.
Allora tutti si sono dovuti arrangiare con quello che era rimasto:
- Matteo Gossi ed il Presidente hanno fatto fuori una quantità di latticini freschi da rimanere seduti sul water per una settimana, comprese una messa dossina di mossarelle che hanno scolato a mani nude dentro ad una bottiglia di plastica. Si sono poi addormentati entrambi russando come delle bestie.
- La Feffa è stata fatta rinvenire dal sonno catartico nella quale era caduta con un salame cacciatore affettato dal sig. Usai.
- Il Matto, in completa balìa degli eventi e delle sostanse alcoliche, ha cenato con caramelle gommose alla menta, salame, yogurth e pan carrè.
- Tanti altri hanno cenato con una buona bottiglia di lambrusco e con i tortelli crudi della frigoborsa che ci avevano dato in dotasione. Come dessert un’altra pastiglia di guaranà.

Alle 22.40 siamo arrivati nel piassale delle piscine di Carpi, luogo dal quale eravamo partiti.
C’era però una cosa che ha aumentato a livello esponensiale l’altissimo livello di nervoso dell’autista… il luna park!! Orde di famiglie schiamassanti stavano arrivando da ogni dove per parcheggiare, rendendo alquanto difficoltosa la manovra del pulmann.
Alla fine però siamo riusciti a scendere e scaricare tutti i nostri bagagli, ma per il nostro conducente non era ancora finita… Sponghi aveva perso il portafoglio tra i sedili, e c’è voluto un bel quarto d’ora per trovarlo.
Finalmente alle 23.00 eravamo tutti scesi a terra, alcuni si sono ritirati nelle loro stanse, ed altri sono andati a bere qualcosina al Mattatoyo per fare venire messanotte, e per fare scendere l’effetto del guaranà.

Complimenti vivissimi ai nostri amici dell’organissasione del Trofeo Fantozzi, grasie per l’accogliensa e arrivederci al 29 maggio a Sozzigalli con la Popolarissima della Balorda.
Un ringrasiamento grande grande va a Gigi e alla sua signora, che si sono sbattuti per farci avere le cinque biciclette che non eravamo riusciti a caricare nel pullman. Sua moglie si è addirittura privata del proprio messo (1 Grasiella rosa) per fare correre uno di noi.