Resoconto Balorda 2008 - La lettera B
Anche li villici praticavano non men che li signori l'arte della cocina, et la festa dello popolo era lo loco par excelentia donde se biveva, magnava, et spesso, con lo vino bono, se cantava. Perchè non v'è cosa più falsa del ritener li homini de la padan pianura ignari dell'existentia dello porcello, lo alimento destinato ad esser conosciuto et gustato in ogni loco.
Chiariamo subito una cosa una volta per tutte: alla Balorda l'acqua è vietata, sia quella da bere che quella che scende dal cielo, per cui la prossima volta evitate di telefonare e fare domande del tipo “Ma se piove cosa si fa?” perchè innansitutto NON PIOVE, e poi nel malaugurato caso che dovesse piovere la Balorda non si fa certo intimorire da due gocce d'acqua e quindi si fa lo stesso. Punto. E per favore non date retta a quel mentecatto di Giuliacci che a lui e a Canale 5 ci pensiamo noi.
Il uichènd balordo si apre non al sabato come al solito ma di venerdì sera, quando un cospicuo numero di facenti parte del Comitato Atto ad Organissare le Gite obbligano il Circolo di Sozzigalli a friggere lo gnocco, pena l'occupasione forsata del chiosco e la pesante minaccia di ubriacarsi a tal punto di non essere in grado di affrontare il giorno dopo. Il Circolo ha dovuto dire di sì suo malgrado, e prontamente Sponghi e la Cristina si sono messi alla friggitrice sfamando tutti fino a tarda ora. Nottetempo tanti di noi hanno lavorato alacremente mettendo avanti i lavori per il giorno dopo, ma tanti altri hanno mantenuto la minaccia fatta al Circolo... va beh, tanto lo si sapeva già in partensa, quindi in realtà non c'è stata nessuna sorpresa.
Sabato mattina di buon'ora un ristretto ma convinto gruppo di temerari del Comitato decide di testare personalmente il tracciato della competisione. Il Matto avrà sicuramente urlato nel sonno perchè alle 10.00 circa del sabato mattina ha mandato un messaggio dove diceva di essere già sensa voce. Alle 15.00 circa eravamo già al completo dell'organico: Luigi, la Petassi e alcuni uomini di buona volontà affettavano la cipolla nella sala ballo del circolo, i ragassi di Rio Mania calibravano le spine delle birre, diversi Batman e Robin montavano le tende per la notte, il Marugone era già incassato e bestemmiava come uno scaricatore di porto, qualche losco individuo si aggirava per il parco vestito da Zorro, e tante rasdòre indaffarate pulivano sedie, accaressavano e davano teneri bacini alle friggitrici. Un bel cielo bianco latte e un tasso di umidità alle stelle non facevano presagire nulla di buono.
Improvvisamente Guerra e Artioli, i grigliatori di porco professionisti, si sono avvicinati a noi dicendo:
'Scolta mò, quest'anno c'abbiam 'na niu èntri. Lo vedi quello là con il grembiule? Lui lì ha grigliato delle salsicce in rosticceria per 40 anni e non ne ha ancora a basta perchè è già carico dalla settimana scorsa e non lo tiene più nessuno. Stasera c'abbiamo un tiro che neanche le trebbiatrici di Ori ci tengon dietro. Il grande baraccone della Balorda incominciava lentamente a prender forma, venivano montate file di bandierine, un maiale in grandessa naturale stile Pinc Floid Atom Erd Màder faceva capolino sotto al grande tendone della cena, il palco veniva montato con una precisione chirurgica dai ragassi del Kalinka sotto la guida di Paolino e gli occhi vigili di Rozzo che si preoccupava per il materiale proveniente dal suo magassino, qualcuno era già ubriaco, e defilato un po' verso il fondo dell'area verde Seba dava istrusioni per montare le bancarelle.
Mentre il profumo della grigliata incominciava a levarsi sopra Sozzigalli, la cucina del resident-chef Norberto fumava come l'Etna rilasciando nell'atmosfera un favoloso olesso al ragù.
Un vecchietto del Circolo, che ricordiamo ai novisi non ha paura di nessuno quando si tratta di dar via da mangiare, intorno alle 19.00 ci ha detto: “Lo sapete come si fa a far venir fame alla gente? Metti un po' di cipolla tagliata sulla griglia, e appena il profumo si espande nell'aria incominciano a dire: c'è mica niente da mangiare? Sta mò da vèder”.
Abbiamo seguito il suo consiglio... ed aveva ragione, 'sti cassi se aveva ragione!
La serata ha visto una orda di barbari assalire letteralmente la cassa del circolo, e tra cori inneggianti alla tradisione (meno discoteche, più enoteche) e brindisi gemellati tra i tavoli, la cena è filata liscia come l'olio che neanche ce ne siamo accorti, ed è arrivato anche il 4° Squadrone Acrobatico delle sansare di Comacchio che dopo avere compiuto splendide evolusioni nel cielo, ci ha assaggiato tutti quanti riducendo alcuni di noi ad un mandorlato.
Piccolo particolare da Fàigt Clèb: da una Mercedes in blu governativo è sceso un quartetto di rappresentanti ultraquarantenni in giacca e cravatta (uno di loro è mio cugino) che si sono prontamente messi in canottiera e bermuda, poi si sono sbronsati allegramente unendosi alla festa, finendo così nel modo migliore una giornata di lavoro nel Mètrics.
Lo spasio commerciale delle bancarelle aveva nel frattempo incominciato a lavorare, e nella postasione di Seba ha aperto lo spasio merciandàising della Balorda che proponeva una croccantissima varietà di gàdgets: le spille, degli stupendi adesivi, il cavatappi della Balorda, e i nuovissimi cappelli di paglia in colori e forme assortite.
Finita la cena, Richi & Meschia hanno acceso i motori ed hanno incominciato a macinare alcuni brani di riscaldamento preparandosi al chilometro lambruscato. Il gruppo del sabato è una vecchia conoscensa della Balorda, perchè oltre ad essere appassionati concorrenti da diverse edisioni, si sono esibiti alla nostra manifestasione prima come Valiskastros nel lontano 2001 e poi con l'attuale formasione alla cena di presentasione del tema del Rosso. Che dire di loro? Sono stati perfetti, hanno sgranocchiato un repertorio perfetto di cansoni da baracca con grandissima professionalità facendoci ballare tutti quanti come matti, e se torno a beccare Richi voglio proprio chiedergli dove ha comprato quegli occhiali che aveva indosso. A proposito, ci scusiamo con chi è rimasto escluso dalle prove libere, ma per problemi di tempo e di organissasione siamo costretti a limitare il numero dei partecipanti a 10 massimo 12, quindi ogni anno cerchiamo di prendere un rappresentante di ogni compagnia che magari non ha mai partecipato.
Ad inisio prove libere i favolosi BiiGiis (Yuri,Aldo,Neuro) sono saliti sul palco animando la sessione delle prove, regalando autentiche emosioni erotiche al pubblico omo ed eterosessuale. E permetteteci di dire un'altra cosa con una punta di orgoglio: ma chi l'ha detto che le prove libere sono una disciplina prettamente maschile? Finalmente quest'anno ben due rappresentanti del gentil sesso sono salite sul palco regalandoci prestasioni di tutto rispetto. Brave!!!
Nuovi campioni dell'etilismo e facce sconosciute si sono avvicendate sulla siclèt infernale, ma per la prima volta nella storia della Balorda ben 3 concorrenti sono riusciti a scendere sotto al minuto, raggiungendo così la seguente classifica finale:
1- Lollo dell'Entourage – 0'50''96
2- Il Nero di Soliera– 0'51''35
3- Nicola dei BarBetta 0'56''37
4- Ivano di Milano 1'03''46
5- Claudio di Predasso (Tn) 1'04''39
6- Mauro di Fossoli 1'05''31
7- Davide dei Robin 1'08''35
8- Vasilis Giombo 1'10''78
9- Bisso di Milano 1'14''79
10- Tia “Beato aiutami” da Pisa 1'17''62
11- Chi del Bronx 1'21''82
12- Rosa Bazzi 1'24''56
Finite le prove libere i ragassi del gruppo musicale hanno messo in quarta ed hanno sfoderato una scaletta di cansoni che avrebbero smosso il culo a chiunque, tant'è vero che alcuni di noi erano talmente carichi che erano già vestiti: diversi Zorri, Robin e qualche Beduino ballavano indiavolati sotto al palco mentre il trio Sponghi Cocco e Uber spinavano birre a ripetisione peggio di una mitragliatrice prussiana, coordinati a loro volta dal Gigio in forma splendida con una bella capigliatura finta stile Oèsis.
Dal momento che l'autorissasione a far casino durava fino a messanotte, Richi e Meschia hanno spento gli amplificatori con perfetto tempismo, mandando a dormire tutti quanti. Tra di noi però c'erano persone probabilmente affette da svariate patologie gastriche, tenie intestinali e vermi solitari, perchè gli addetti alla ristorasione del Circolo hanno fatto panini fino alle 04.00 di mattina, ritirandosi stremati nei loro lettini alle prime luci dell'alba.
Purtroppo nella notte si sono verificati alcuni inconvenienti veramente spiacevoli: qualche idiota ha cercato di rubare il Messo Presidensiale (cosa te ne fai poi?), e qualche altro idiota ha cercato di rubare dalle bancarelle, questa volta riuscendoci. A prescindere dal fatto che rubare a chi lavora gratuitamente e a chi lavora per sbarcare il lunario è una cosa da poco intelligenti, non ci sono parole per definire gli autori della malefatta perchè il gesto si commenta da solo. Gli autori del furto probabilmente non hanno capito cos'è la Balorda, e forse non lo capiranno mai.
La grande giornata della domenica incomincia quando i ragassi di Rio Mania preparano il brodo di cappone. Intorno alle 11.00, mentre gli stand erano quasi ultimati, dal chiosco delle birre una fumata bianca annunciava la buona novella: Luigi è andato in sordina da tutti i componenti del Comitato dicendo quasi sottovoce: “Ste ghe fàm, i ragàs ed Rio in dree a cavèr i caplèt e al taiadèli in bròd”. (Trad.: Se hai fame i ragassi di Rio stanno togliendo i cappelletti e le tagliatelle dal pentolone del brodo).
Ma ecco che nella tarda mattinata arrivano i saluti di Giuliacci (attento che ti teniamo d'occhio): mentre i musicisti montavano i loro strumenti ed i tecnici facevano i suoni, tòtòtòm, via un bello sgrulone primaverile con quella pioggerellina spaccamaroni che noi gente di pianura conosciamo così bene.
Prontamente i ragassi della Tema e del Kalinka hanno coperto tutte le apparecchiature, ma non sensa avere tirato una bella raffica di bestemmie ai gusti assortiti.
Nel frattempo il Circolo incominciava a servire il pranso per gli atleti, e nonostante la serata brava passata il giorno prima e la levataccia massimo alle ore 08.00 perchè in tenda poi sotto al sole si crepa, tanta gente beveva allegramente lambrusco e mangiava porco, lanciando di nuovo brindisi tra un tavolo e l'altro. Non fosse stato perchè c'era la luce poteva sembrare di essere tornati indietro con il tempo a sabato sera, tanto gli atleti mangiavano di gusto.
Intorno alle 13.30 si sono aperte le iscrisioni, e siamo rimasti letteralmente allibiti dal numero di partecipanti. La rasione K prevedeva come di consueto degli squisiti manicaretti fatti con le nostre manine, tra i quali spiccavano i bignè ripieni di ciccioli: avete dimostrato di averli particolarmente graditi perchè sono davvero andati a ruba.
Dopo avere fatto riscaldamento collettivo con dell'ottimo Lambrusco i concorrenti sono saliti sui loro messi preparandosi alla partensa.
Via al primo giro! Mai si erano visti tanti concorrenti lungo il tragitto della Balorda, quest'anno eravamo in 1200 atleti! Dopo i primi 800 metri il messo speciale Bounty formato da due persone tenta l'allungo sui concorrenti singoli, seguito a ruota dalle Banane e dai Big Babol. Ma ecco che dal gruppo si staccano alcuni cloni di Giuseppe Bergomi tirati dall'uomo Bernarda e da qualche Barbone. Tengono la testa della gara per circa un paio di chilometri quando con una progressione mostruosa sbucano dalle retrovie Bin Laden, al Bòun da Gnìnt, uno della Banda Bassotti ed un Beduino, che creano il vuoto dietro di loro incitandosi a vicenda. Il primo giro è vinto da loro, mentre il Bounty è il primo messo speciale a tagliare il traguardo seguito dal BarBetta.
Adesso però è ora del ristoro, ed i ragassi della Tibilke Rutikar Orchestar e dei Drunk Butchers attaccano a suonare la loro musica fatta di una esplosiva miscela di folk italianirlandese. Il punto ristoro è stato preso d'assalto da un commandos di persone indemoniate, e le ragasse del servisio hanno dovuto sudare parecchio per accontentare tutti. Il Bagno Maria, addetto alla distribusione del vino, è stato quasi raso al suolo dai concorrenti, ma niente paura, dopo qualche piccolo riassetto era già pronto per tornare a funsionare alla perfesione. Il capo cantiniere Jules e le ragasse del Bagno hanno avuto un gran daffare per gestire il vino, ed eravamo soltanto al primo ristoro!
Ma c'era qualcosa di strano nell'aria, la tensione era palpabile tra la gente, e un leggero strato di sudore sulla schiena avvertiva che da lì a poco sarebbe successo qualcosa di incredibile... Un'ovasione sentita fino a Stuffione ha accolto sul palco i Bèc Strìt Bòis, la vera BoiBènd, perfetti ed assolutamente stilosi, che, snocciolando un successo dietro l'altro, hanno mandato in estasi le ragassine di ogni età. In risposta alle nostre domande: “Ti sono piaciuti?”, molte di loro sgranando gli occhi hanno risposto che sembrava di essere davvero ad un loro concerto. I Bèc Strìt Bòis si sono poi rivelati essere anche la Bènd dell'amore perchè durante la loro esibisione tante coppie hanno sentito l'esigensa di prendersi per mano e baciarsi.
Note alla fine del primo giro: alcuni Barbari hanno allestito delle prove libere lambruscate tra loro; un Barbiere in stato confusionale cercava di attaccar bottone a delle Bidelle con risultati disastrosi; alcuni Bergomi uscivano da campo infortunati; Luigi vestito da Boia è andato in stèndbài sotto al palco dimenticandosi di andare a guidare la SafetyCar all'annuncio della partensa del secondo giro (da notare che il camion è suo...).
Una volta fatto capire a Luigi che tutti stavamo aspettando lui per dare il via, ecco che parte il secondo giro! Il Bancomat, un Boia e Bender prendono subito la testa della gara, mentre il Paradiso dello Stronzo è il primo messo speciale a guidare la classifica provvisoria. Dal gruppo avansano improvvisamente la famiglia Barbapapà, la Banda Balorda e l'Uomo Bianco che tentano l'attacco al gruppo di testa arrivando quasi a prenderli. Dal punto di ristoro si vedeva in lontanansa il fumo del Barbecue “La Forcirola” e della graticola infernale dei Braciola Bois che grigliavano porco instancabilmente da ore. Si incominciano ad avvistare i primi concorrenti che hanno preferito non finire il primo giro per fermarsi in aperta campagna: abbiamo anche scorto alcuni di loro a tavola con persone che abitano lungo il tragitto. Intanto un Bensinaio dell'Agip tentava di uscire dal fosso bestemmiando, aiutato dai ragassi vestiti da Bestemmie.
L'arrivo del secondo giro vede l'apertura dello stand tonno fagioli e cipolla ad aspettare i concorrenti affamati, e affamati gli atleti lo erano davvero; le ragasse del ristoro sono state costrette a servirlo con le mani direttamente nella bocca degli atleti, visto che la richiesta era talmente alta che non c'era tempo per fare i piatti.
Poi sono saliti sul palco i Bisnonni Gianluca e Verdiana che hanno cantato Bartali, preparando così il terreno allo Scuciòl. Lo abbiamo ballato come al solito in modo tribale e selvaggio abbandonandoci completamente alle forse della natura, rinnovando così il rito della fecondasione della terra dal quale nasce questo ballo rinascimentale. Nonostante fosse esplicitamente vietato dal regolamento, c'è stata una persona che ha deciso di sfidare la sorte presentandosi con i Bonghi (il Bonghista era l'unico travestimento vietato) e mettendosi a suonare. Non c'è stato bisogno di intervenire in prima persona perchè la gente, non appena ha sentito i primi colpi di bongo, l'ha allontanato minacciandolo che sarebbe ricorsa alla brutalità qualora avesse continuato.
Note alla fine del secondo giro: un incosciente è entrato nel bar del Circolo chiedendo delle carte da Scala 40, e diversi vecchietti indignati lo hanno cacciato urlandogli dietro che qui dentro si gioca solo a Briscola; un Bebè con gli occhi iniettati di Lambrusco ed un fiato impossibile mostrava i suoi pìrsing ad una vigilessa; un pelosissimo uomo vestito da Ballerina Rosa provava alcuni passi di dansa classica davanti alle bancarelle, incurante dell'espressione schifata della gente.
Ok, allora tutti pronti? Terso giro! Non appena la griglia di partensa è pronta viene dato il via. Scattano avanti a tutti i Caffè Borghetti e le Balconate, ma la loro fuga dura pochissimo perchè alla prima staccata vengono sverniciati da una Birra Moneta, i cloni di Robin, un Bagnino e i Blùs Bràder. Si definiscono le posisioni sul primo rettilineo, la velocità del terso giro è altissima. Alla seconda staccata due Robin, un Uomo Blu, un Beduino e una Bottiglia si trovano compattati in testa alla corsa, arrivando rapidi alla tersa staccata. All'altessa della scicàn delle case di Baraldi e Perdersoli, Robin perde il controllo del veicolo finendo contro al cancello di Arzenton. Uno vestito da Basket rinviene all'improvviso da una curva e si mette pari all'Uomo Blu, ma li aspetta minaccioso il Grande Sterrato Sozzigalli. Ad aumentare la difficoltà una macchina con un vecchio col cappello si mette davanti alla SafetyCar procedendo lentissima; Luigi vestito da Boia gli urla una mitragliata di bestemmie da far impallidir l'Anticristo, e spaventa a tal punto l'ansiano che egli assume una velocità da Formula Uno. La polvere incomincia ad accecare il gruppo di testa ed è bagàr fino all'ultima curva da dove esce vincitore l'Uomo Blu per qualche decina di centimetri. Alè, via ad un nuovo Scuciòl e stavolta, vuoi perchè finalmente gli atleti avevano concluso la gara, vuoi perchè il Lambrusco aveva sgretolato definitivamente le ultime inibisioni, è stato ballato in modo davvero forsennato e indemoniato come mai successo prima, tant'è vero che ci siamo impressionati pure noi e i ragassi dei due gruppi musicali, che di Scuciòl ne hanno visti parecchi. Note alla fine del terso giro: un Bidone del Rusco con un tasso alcolico moltiplicato per 3,14 è caduto per terra e non è più stato in grado di rialsarsi perchè rotolava su se stesso, complici anche gli amici che lo calciavano; Bilbo Bègghins, che stava come d'autunno sui rami le foglie, si è addormentato in piedi contro alla rete metallica dietro alle bancarelle mentre alcuni Birilli lo prendevano per il culo; un Biscotto Bucaneve con due birre medie in mano ha fatto una dichiarasione d'amore alla propria fidansata a suon di rutti.
Dopo qualche decina di minuti di balli ubriachi e di Scuciòl selvaggi sono sono partite rapide le premiasioni, ma non prima di avere inaugurato il CatVègnaUnCancher Day, giornata dedicata ad augurare degli accidenti a tutti coloro che cercano di rendere triste la nostra vita. Il pubblico ha aderito con grande entusiasmo, alsando le braccia e facendo il segno della lettera C con il pollice e l'indice. State attenti quindi se in futuro vedrete un braccio alsato con le dita che assumono questa forma; l'accidente potrebbe essere rivolto a voi. Viene assegnato il Gran Premio della Giuria per l'Organissasione al gruppo genitori e figli con èndicap facenti parte del laboratorio creativo “Accanto”. Tempo fa abbiamo deciso di collaborare, e loro hanno fatto i pettorali che avete portato al collo durante questa Balorda. L'ovasione più grande del pubblico è stata tutta per loro, e all'ovasione ci siamo uniti pure tutti quanti noi del Comitato.
Per la seconda volta nella storia della Balorda, un uomo conquista il primo posto per due volte. Dopo Angelo “Ironman” Sorrentino, ecco che da Busseto (PR) arriva Andrea Gnappi a scrivere il suo nome nell'albo d'oro della nostra manifestasione. Grandi i festeggiamenti per lui, e l'atleta parmense, dopo avere ritirato il trofeo, ha ringrasiato gli amici tuffandosi dal palco su di loro (stèig dàiving). La prima donna classificata è stata invece Emanuela Gigantiello, ma non siamo stati in grado di ritrovarla in messo alla folla per poterla premiare. Vengono premiati i messi speciali: al primo posto la Baviera dei ragassi di Predasso (TN) con il loro messo capolavoro di ingegneria sud tirolese; al secondo posto il Bus Balordo, in assoluto il messo speciale più grande di questa edisione; e al terso il Paradiso dello Stronzo, un autentico cesso su ruote completo di tutti sanitari Riciard Gìnori. Il premio Bellissimo va a Bender che bellissimo lo era per davvero, mentre il premio Bellissima viene assegnato pari merito alle tre Badanti. Il Gran Trofeo in vero cartone ondulato lettera B è stato conquistato dalle Bellesse al bagno, che poi di bagno avevano ben poco perchè si sono lamentate dicendo che gli avevano fatto un gavettone. Prima squadra: il Bar Betta, che oltre ad essere stata una bella squadra e un bellissimo messo speciale, è stato anche un addio al celibato con i contro coglioni: nessuno aveva mai pensato ad organissarne uno alla Balorda, e lo sposo avrà sicuramente delle bellissime storie da raccontare ai nipotini. Seconda squadra: i Braciola Boys, instancabili cuochi - fuochisti - grigliatori e terrore della popolasione suina della provincia modenese. Tersa squadra: i BigBabol coloratissimi e profumatissimi al gusto tuttifrutti. Premio Doping: Bin Laden, che ha fatto uno sproloquio arabo etilico al momento della premiasione dimostrando a tutti come la Balorda riesca ad unire realtà così distanti tra loro.
Il fossolese Luca Iotti, detentore del titolo 2007 di etilotest, anche in questa edisione ha sfoderato una straordinaria preparasione atletica facendo registrare un valore alcolico stellare, ben oltre la possibilità degli altri concorrenti che se ne sono andati con la coda tra le gambe. Nei giorni successivi alla Balorda si è poi lamentato dicendo che avrebbe anche potuto fare meglio.
La Balorda quest'anno ci ha regalato anche un grande finale, di quelli da film di Natale: mentre i volontari del Circolo stavano passando a colpi di ramassa il piassale, un Bensinaio dell'Api in condisioni pietose ed un Brucomela con le labbra e i denti viola da vino hanno tagliato il traguardo alle 20.30 circa, urlando ed alsando le braccia vittoriosi.
CONSIDERASIONI
Tantissimi ringrasiamenti e complimenti vanno ai Drunk Butchers ed alla Tibilke Rutikar Orchestar, che hanno come al solito dimostrato di essere grandi musicisti e di essere completamente in sintonia con la Balorda. Bravissimi anche perchè in entrambe le formasioni mancavano alcuni componenti, prontamente sostituiti da qualcuno dell'altro gruppo: nessuno del pubblico si è accorto di nulla, e a momenti non ce ne accorgevamo neanche noi. E bravissimi ancora una volta perchè, come l'anno scorso, si sono mischiati tra loro praticamente ad ogni cansone con grande amicisia e cooperasione, regalandoci la più bella colonna sonora della Balorda che abbiamo mai sentito.
Grasie a Richi e Meschia e al loro gruppo, che con la loro musica ci hanno fatto ballare e cantare insieme a loro tutto il sabato sera, complici insieme a noi di avere creato un'autentica atmosfera da festa di paese. E bravissimi anche per avere gestito con grande professionalità le prove libere insieme ai BiGiis.
Grande nota di merito per il Circolo di Sozzigalli che ha dato via bottiglie di vetro chiedendo la causione. Questo ha portato un doppio vantaggio: in primo luogo la gente ha riportato indietro tutti i vuoti lasciando il parco libero da rifiuti pericolosi, e poi siamo riusciti a fare una bella raccolta differensiata (4 camionate 4 di rifiuti vetrosi) che ha fatto tanto piacere a Madre Natura e alla cittadinansa tutta.
Grasie al laboratorio creativo Accanto per avere fatto i pettorali più belli della storia della nostra manifestasione; grasie al circolo Kalinka ed ai ragassi della Tema, che da sempre lavorano accanto a noi rendendo possibile fare musica alla Balorda; grasie agli amici di Rio Mania che hanno lavorato il triplo degli scorsi anni e che hanno ospitato tantissime persone del loro Bed end Brècfast; grasie ai ragassi Bavaresi per averci raggiunto da così lontano, per il comportamento amichevole verso tutti quanti e per l'assoluta correttessa durante la sbornia collettiva; grasie ai Braciola Bois per avere sfamato così tante bocche con la loro carne alla griglia; grasie ad Africa Libera che ha allestito una bancarella ed ha fatto capire a tutti come la solidarietà debba partire dal basso; grasie a Seba per avere gestito con tantissimo amore lo spasio delle bancarelle, e grasie anche a chi ha fatto le bancarelle perchè quest'anno come non mai sono state bellissime; grasie ai nostri gruppi storici di fedelissimi come i Pampuboia, i Lerci, l'Entourage che sono sempre con noi. Grasie anche a tutti quelli che ci siamo dimenticati, e GRASIE a lettere maiuscole soprattutto a quelli che non nominiamo mai, perchè sensa il loro presiosissimo lavoro nelle retrovie, le loro notti insonni a controllare che tutto sia a posto, il loro continuo dare una mano ovunque ce ne sia bisogno, tutto quello che avete visto nella storia della Balorda non sarebbe mai stato possibile.
Note finali: durante il uichènd quei deficienti del Pentagono hanno annuciato di avere avvistato Bin Laden in Afgànistan... Inutile ricordarlo ma ci hanno detto l'ennesima puttanata perchè lo sceicco era a Sozzigalli, si è sbronsato, ha mangiato una gran quantità di porco, ha corso in bicicletta fottendosene delle armi nucleari, ed ha anche vinto il prestigioso Premio Doping.
Ultimo appunto per un amico della Balorda: dal momento che stavolta da noi non si è potuto esprimere al meglio, Giuliacci ha fatto poi lo stronso con i nostri amici di RioMania, mandando quasi a monte la loro bellissima festa della birra con piogge torrensiali e temporali particolarmente incassati. Dei cancheri quest'anno, caro Giuliacci, te ne sono arrivati anche da Rio Saliceto oltre che da Sozzigalli. Occhio quindi perchè gli studi di Canale 5 non sono poi tanto lontani da noi. Uomo avvisato... .