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"Il Bello della Bicicletta"... Filosofia balorda.
A Carpi c'è stato il Festival di Filosofia e un manipolo di balordi ha reso omaggio con la sua presenza al filosofo francese Marc Augé.
Abbiamo aspettato fino alla fine e abbiamo voluto salutarlo, farci fare l'autografo e regalargli DVD con foto e video Balorda e gadgets, come fosse Britneispirs. Perché una massa di menti semplici come noi vuole incontrare Augé?
Perché questo filosofo dopo aver studiato l'antropologia, dopo aver interpretato i "non luoghi" e le tribù urbane, ha scritto un libro straordinario: piccolo e semplice come piace noi... "IL BELLO DELLA BICICLETTA"...

... leggere quel libro per noi balordi è esaltante, eccitante, poetico... é un libro visionario e attualissimo allo stesso tempo che parla sostanzialmente di UMANESIMO e CICLISMO... ci si ritrova i perché e i percome del nostro agire, della Balorda, della bicicletta e della vita... non dico altro, leggetelo e ve ne innamorerete...

vi lascio solo alcune frasi tratte dal libro per farvi venir la colina in bocca...

“La prima pedalata equivale a una nuova autonomia conquistata, a una fuga romantica (...) In pochi secondi l'orizzonte chiuso si libera, il paesaggio si muove. Sono altrove. Sono un altro. Sono un altro, eppure sono me stesso come mai prima; sono ciò che scopro”.

“L'idea di una città in cui prevale la bicicletta non è pura fantasia”
“appena siamo in sella... ci resiste e ci obbliga a uno sforzo di volontà ma, allo stesso tempo, si offre a noi come spazio di libertà intima e di iniziativa personale, come spazio poetico...”

...leggetelo balordi e tenetelo sul comodino che se arriva un amico o una amica fate anche la figura di quelli simpatici ma anche di una certa qual cultura...

Scheda del libro - Per comprarlo on-line

Chi è Marc Augé?
Già directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, di cui è stato a lungo Presidente, dopo aver contribuito allo sviluppo delle discipline africanistiche ha elaborato un’antropologia della pluralità dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità.
Ha inoltre focalizzato la sua attenzione su una serie di esperienze contemporanee che attraversano la progettazione urbanistica, le forme dell’arte contemporanea e l’espressione letteraria.
Tra le sue opere tradotte di recente: Rovine e macerie (Torino 2004); Perché viviamo (Roma 2004); Tra i confini. Città, luoghi, interazioni (Milano 2007); Il mestiere dell’antropologo (Torino 2007); Il bello della bicicletta (Torino 2009); Il metrò rivisitato (Milano 2009). È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia.