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Come ogni anno, Giuseppe Botazzi, in arte Gelati, ci propone la sua interpretasione dei fatti con un repotasc giornalistico a livelli avansatissimi. Grasie Gelati!
PROLOGO
C’è innansitutto una cosa che ci sta sul groppone e dobbiamo assolutamente dire prima di incominciare questo racconto: meteorologi di Rai, Mediaset, Radio ed emittenti locali, ANDATE TUTTI AFFANCULO, e vadano anche affanculo il vostro disfattismo gratuito e il vostro terrorismo psicologico sulla pioggia a dirotto che doveva esserci nel uichènd.
Detto questo (ma sulla pioggia e sui meteo ce n’è ancora da dire) passiamo alla cronaca dei fatti.
RESOCONTO DEL SABATO
Tra noi c’era qualcuno di particolarmente carico ed esaltato che si è presentato a Sozzigalli alle 08.30 del sabato mattina sotto lo sguardo sbigottito del barista che, mentre gli serviva la colasione, avrà pensato che fosse di ritorno dalla disco in riviera.
Non sappiamo con precisione a che ora è arrivato il Matto (probabilmente non lo sa neanche lui), ma in quattro e quattr’otto i ragassi del Kalinka hanno montato il palco.
Subito dopo pranso hanno incominciato ad arrivare i primi concorrenti, e pian piano sotto ai nostri occhi abbiamo visto nascere la tendopoli Balorda nel favoloso chèmping ad ombra sero.
Il primo pomeriggio ha visto compiersi il rito della preparasione del tonno fagioli e cipolla. Il signor Luigi, coadiuvato da Alberto, una signora di Sozzigalli, e la Barbara Ceci Francy, tagliava cipolle ad una velocità della luce, e ringhiava come un mastino napoletano a chiunque si avvicinasse alla sua affettatrice. L’odore di cipolla ha fatto presto a scendere le scale e raggiungere il bar, tant’è vero che alcuni ansiani del Circolo hanno chiesto se era possibile cenare intorno alle 17.30 come in ospedale.
Nell’area verde intanto fervevano i preparativi: i grigliatori Guerra e Artioli lustravano e accaressavano le griglie infernali che alla sera avrebbero arrostito la popolasione suina di messa provincia di Modena, Paolino faceva i suoni del palco tirando bestemmie tuttifrutti, alcuni di noi già ubriachi attaccavano le bandierine ovunque, Jules e Lello preparavano il tubo infernale delle prove libere, Sponghi e Cocco montavano il palco di RioMania sudando come delle bestie, e tanti altri assaporavano il gusto della vigilia di un grande evento con generose bicchierate di qualsiasi cosa avesse un delta alcolico superiore ai dieci gradi.
Il grado di umidità era a livelli inconcepibili, e il cielo a tratti era coperto.
Tanto per non perdere l’abitudine: Giuliacci cat vègna un càncher a te e a Canale 5.
Il dopo cena ha visto salire in cattedra i debuttanti Orchestra Spettacolo Balorda, ai quali vanno tutti i nostri complimenti perché, oltre ad essere dei musicisti veramente professionisti, hanno raccolto egregiamente la pesantissima eredità lasciata dai Black Mamba, e si sono integrati con lo spirito balordo con un tempo di reasione vicinissimo allo sero (zero). Ragassi siete stati bravissimi! Davvero!
A metà concerto poi è salita sul palco la più sconclusionata ed improbabile giuria di gara che la Balorda abbia mai visto: Yuri in completo da Cardinal Ruini nero e porpora, Neuro in completo da Cardinale color Lambrusco, il Matto in bermuda, camicia bianca, bretelle e tuba da Sio Paperone, la Nerina (mamma dello Slavo) ed un’amica vestite da stragnocche.
Alè, via alle prove libere, ma dal momento che non sempre tutto può andare bene, durante la prestasione del primo concorrente ci siamo accorti che era saltato il contachilometri…
Nessun problema, ci siamo re-inventati le regole al volo, ma c’era comunque un piccolo inconveniente: l’alteta che c’era sulla siclèt si era già bevuto un litro di vino, e allora come fare?
La risposta è sempre quella di cui sopra perché la solusione l’ha data lui stesso.
- Beh, che problema a gh’è? (Beh, qual’è il problema?) – ha detto il concorrente – Mè a nin bèv luntèra n’eter lìter (Io ne bevo volentieri un altro litro).
C’è da dire che il signorotto che si trovava sulla siclèt non era poi micca un boy-scowt in gita a Gabicce, ma era nientemeno che il Babuz, già premio doping nel 2003 con un bel vestitino da Indovino di Bàtman. Tutti gli atleti che sono saliti sul palco per il Chilometro Lambruscato hanno retto la prova, ma tra di loro ce n’era in particolare uno grande grosso e muscoloso che, dopo la prova, ha ruttato selvaggiamente per mess’ora sotto al palco in segno di protesta perché non era arrivato primo.
Alla fine l’ha spuntata il Vezza di RioMania con un tempo mostruoso abbondantemente sotto il minuto. Dopo la prestasione si è poi presentato al chiosco della birra in perfetta forma, bevendo allegramente con gli amici fino a notte fonda: un atleta davvero completo al quale va tutta la nostra stima ed ammirasione.
Intorno all’01.00 di notte abbiamo spento la musica e uno dopo l’altro ci siamo ritirati nelle nostre stanse.
RESOCONTO DELLA DOMENICA
Le prime luci dell’alba hanno visto schissare fuori dai loro giacigli i balordi che erano rimasti a dormire nel chèmping, essendo che già intorno alle 09.00 le tende si trasformavano in altiforni per la ghisa.
La mattina è passata in un baleno, mentre il personale del Comitato Atto Ad Organissare le Gite era impegnato ad allestire lo spasio per la Balorda.
A messogiorno in punto il nostro resident-chef Norberto si è affacciato dalla finestra della cucina e con gli occhi iniettati di sangue ha urlato: “Tutti a tavola!!!”
Piccola precisasione: per Norberto tutto ciò che non è gramigna alla salsiccia è novèl cusìn (nouvelle cousine), per cui non potete immaginare la fatica che abbiamo fatto per convincerlo a fare la pasta all’amatriciana…
Già intorno all’ora di pranso abbiamo visto arrivare dei messi davvero incredibili e modificati geneticamente, mentre una macchia rossa si espandeva lentamente su tutto Sozzigalli.
Ragassi e ragasse siamo davvero rimasti sensa parole, come al solito vi siete superati, ed avete avuto delle trovate che neanche noi avevamo pensato quando abbiamo concepito il tema di quest’anno. Andate a vedere nella sessione fotografica di cosa stiamo parlando: Feràri, Campàri e Campàrine, Gnocche al Pomodoro, Red Light District, e addirittura Babbo Natale!!!
Avvolto da una nube di Lambrusco è poi arrivato il Messo Presidensiale costruito dalla Scuderia di Fossoli, un vero capolavoro di ingegneria alcolica.
E’ doveroso dirvi i nomi dei tecnici che hanno costruito questa meraviglia, perché meritano di essere ricordati nei secoli dei secoli. Eccoli: Brina, Dante e Cava. Il messo sarà portato alla Parata Par Tòt di Bologna sabato 9 giugno, e state sicuri che faremo la nostra sporca figura.
Le iscrisioni si sono aperte intorno alle 13.30, visto che già diversi concorrenti spingevano ed erano impasienti di bere vino e mangiare porco.
Anche quest’anno, come da tradisione, la rasione K era prelibata: un bel cono gelato ripieno di cubetti di mortadella, caramelle rosse Rossana e ciccioli, ed uno squisito spiedino con caramella gommosa alla fragola e mortadella. Ah se fosse passato qualche giornalista del Gambero Rosso che figurone avremmo fatto…
Dislocato sulla sinistra delle iscrisioni c’era lo stand del vino capitanato dal capo-cantiniere Jules, che ha subito inisiato a lavorare come un Landini Testa Calda a pieni giri.
Ma anche qui il tempo ha giocato un brutto scherso (Giuliacci cat vègna un càncher a te e a Canale 5), e mentre la gente faceva le prime pàblic relèscion al ritiro dei pettorali è venuto il primo temporale.
Dal momento che l’acqua è sempre stata snobbata dalla Balorda, ansi è addirittura vietata, la partensa del primo giro è stata sotto alla pioggia, considerato anche il fatto che lo sgrulòne stava per esaurirsi.
La Feràri a propulsione umana del team di Maranello ha subito un guasto meccanico e si è dovuta ritirare, ma gli altri messi speciali hanno retto la prova e si sono distinti nello sterrato.
Le prime centinaia di metri sono state corse ad una velocità di punta da motoGP, ma man mano che la pioggia si esauriva, si esaurivano anche le energie dei concorrenti, ed è andata così che dopo 15 minuti scarsi abbiamo visto arrivare i primi atleti.
Prontamente i punti ristoro hanno incominciato a vomitare sui concorrenti delle secchiate di mortadella e ciccioli respingendo l’attacco dei più invasati.
A questo punto i Drunk Butcher e la Tibilke Rutikar Orchestar hanno acceso i motori ed hanno incominciato a fare muovere il culo a tutti. Si incominciavano a vedere i primi balli anarchici ed autogestiti, e già ad alcuni atleti le gambe incominciavano a fare Giacomo-giacomo. Nessun problema, era ancora presto per lasciarsi andare.
Note alla fine del primo giro: un gruppetto da circa dieci persone con una fame da Biafra si è presentato al ristoro chiedendo esclusivamente delle rasioni K, ed un Babbo Natale in shorts voleva andare a mostrare il culo in chiesa: è stato fermato in tempo utile per evitare danni con il prete.
Ragassi vi siete sfamati e dissetati? Sì?
E allora via al secondo giro!
Sarà stata la paura della pioggia, sarà stato che al ristoro aveva aperto lo stand tonnofagiolicipolla, il secondo giro ha, come al solito, avuto una velocità di punta tremenda!
Una baraonda chiassosa capitanate da alcune ragasse vestite da coccinelle e da Dante Alighieri ha guidato i concorrenti di testa staccando il gruppo. Un ragasso vestito da Crodino ha bucato alla seconda curva ed è finito nel fosso per fortuna sensa riportare danni, e qualcuno si è anche fermato in messo alla campagna per approfondire meglio le nuove conoscense… meglio così, viva l’amore!
Circa verso la fine, le due moto Bucati hanno tentato il colpo gobbo tentando di tagliare per i campi, con risultati disastrosi sia per i messi che per i conducenti.
All’arrivo un bel profumino di cipolla aveva già invaso tutta l’area della festa, ed è andata così che avete letteralmente divorato tutto, quasi travolgendo le ragasse di servisio al tonnofagiolicipolla. Tra le varie persone, ce n’è stato uno che ha rovesciato il contenuto del suo piatto dentro ad un vaso da 500gr. di Nutella e poi si è mangiato tutto mentre ascoltava il concerto.
I Drunk Butchers e la Tibilke Rutikar Orchestar hanno incominciato a mischiarsi tra loro e a creare gruppi diversi per ogni cansone cambiandosi gli strumenti in continuasione: bravi ragassi, questo significa socialissare.
Note alla fine del secondo giro: un Babbo Natale con lo sguardo da Pacciani aveva lo sguardo costantemente attaccato al culo di alcune ragasse, un fragolone è arrivato in stato confusionale allo stand della birra e non è riuscito ad ordinare una media perché aveva troppa romella in bocca, una numerosa mandria di balordi ballava lo Scuciòl selvaggiamente sotto al palco mentre un vecchietto in completo da Afrika Korps girava tra il pubblico incurante di tutto quello che gli succedeva intorno.
Nonostante alcune defesioni per stanchessa ed altri motivi, il terso giro ha contato più partecipanti di ogni altra edisione. A circa un quarto del percorso un manipolo di temerari ha staccato il gruppo e non si è più staccato dalla Safety Car, forte anche del fatto che si erano portati con sé diverse bottiglie di plastica piene di Lambrusco come carburante. Tra loro c’era anche una biondina a righe bianche e rosse, portata avanti a forsa di generose manate nel culo da parte degli altri atleti.
Circa alla fine del percorso è successa una cosa strana: abbiamo incontrato dei concorrenti che correvano in senso contrario al senso di marcia… vai te a capire come mai…
Le ultime centinaia di metri si sono svolte ad una velocità da Coppi e Bartali, e soltanto a pochi metri dall’arrivo uno dei concorrenti si è staccato dal gruppo per tagliare il traguardo in solitario. Bravo, non si era mai visto un arrivo così emosionante.
Note alla fine del terso giro: una testa di manichino, ovviamente rossa, veniva usata come pallone da calcio nel prato sottostante al palco, una ragassa ubriachissima vestita da bacco è stata portata giù dal palco a calci in culo, un atleta a corto di energie si è invece addormentato direttamente sotto al palco.
Si sono svolte poi le premiasioni con un tempismo perfetto, perché dieci minuti dopo è arrivato il secondo sgrulòne, ancora più potente del primo. Nessun problema, la gente ha cercato riparo dove poteva, e alcuni ragassi, non riuscendo a svegliare il ragasso caduto in catalessi, l’hanno sollevato di peso e l’hanno parcheggiato sotto al palco.
Il ritorno del bel tempo è stato accolto dal Presidente in completo da Jessica Rabbit che ha cantato per tutti O Sole Mio.
Durante le premiasioni si è svolta anche la gara di etilotest, vinta sensa problemi da Luca Iotti che ha staccato un incredibile 3,28 grammi di alcol per litro di sangue, umiliando miseramente tutti gli altri concorrenti con un allungo alla Marco Pantani. Le forse dell’ordine hanno prontamente convalidato la prova dell’atleta fossolese, e gli hanno persino chiesto l’autografo dicendo che un valore etilico del genere non lo si vedeva nella provincia di Modena dai tempi del Duca Pasarèin.
Il ritorno del bel tempo è stato accolto dal Presidente in completo da Jessica Rabbit che ha cantato per tutti O Sole Mio.
Nulla da eccepire ai due gruppi musicali che hanno accompagnato la domenica: i Drunk Butchers e la Rutikar Orchestra sono stati semplicemente perfetti ed hanno guidato la tribù sotto al palco meglio di uno sciamano.
I tecnici del suono hanno avuto un gran daffare perché, oltre ad essere impegnati con i suoni, hanno dovuto per ben tre volte coprire e scoprire tutte le apparecchiature a causa della pioggia.
Il Messo Presidensiale che era concepito per fare soltanto un giro, alla fine è riuscito a fare egregiamente tutta la Balorda, ben 3 giri, ed ha concluso la prestasione sensa un graffio.
La Balorda edisione 2007 ci ha poi insegnato una cosa molto importante: la cittadina di Busseto (PR) non ci ha regalato soltanto quel musicista con i capelli rasta stampigliato sulle vecchie mille lire, ma anche il vincitore della nostra manifestazione, colui che in preda all’alcool e alla carne di porco ha trovato le forse necessarie per vincere la corsa. Balordi, il vincitore di quest’anno è Alessandro Gnappi, che si è guadagnato la vittoria al fotofinisc dopo una lunga ed entusiasmante bagàr nel Gran Sterrato di Sozzigalli.
La manifestazione si è svolta sotto un cielo incerto (Giuliacci cat vegna un cancher a te e a Canale 5) ma ha contato un numero di iscritti che oscilla tra gli 850 e i 900, dato che vi daremo preciso non appena avremo finito di fare tutti i calcoli necessari. Ci vuole del tempo sapete? Ci dobbiamo ancora riprendere dai mesi di fatica per l’organissasione, e almeno per questa settimana ci concediamo un po’ di meritato relàcs.
Qualcuno ha anche detto che secondo lui c’erano meno persone rispetto alle edisioni precedenti, ma lo sapete in verità cos’è successo? I due brevi temporali della domenica, i cosiddetti “sgrulòni”, hanno fatto sì che tutte le persone non balorde, gli stufosi e i fancazzisti se ne stessero a casa guardando la corsa di Formula Uno, corsa che tra l’altro non hanno vinto le Feràri ma le MecLaren, ciàpa mo su!
Alla fine abbiamo tratto le somme, è andato tutto bene, non ci sono stati casini con le forse dell’ordine e con la cittadinansa, e addirittura la comandante dei Vigili di Soliera ci ha fatto i complimenti per la manifestasione.
Qualcuno ha persino detto che questa è stata la Balorda più bella di tutte… ma è poi vero? Forse.
La cosa certa è che mai come quest’anno avete dimostrato di amare la Balorda, siete partiti sotto alla pioggia, ve ne siete altamente sbattuti i coglioni delle previsioni atmosferiche, non avete mai smesso di fare festa e di divertirvi, nessuno ha creato casini, la cittadinansa non ha aperto bocca con le lamentele, i Vigili si sono divertiti più di noi … cosa potremmo volere di più?
E’ per questi motivi che ci sentiamo di dire a tutti voi il nostro più sincero ed affesionato GRASIE!!! |